Il suo silenzio è solo apparente, la sua immobilità solo un inganno ottico.

Di Danilo Ferrari conosciamo già quasi tutto. Nel suo libro – Il coraggio è una cosa (Neon edizioni) - si è svelato, senza compiacimento e senza retorica.

   Con certezza, Danilo ha dei limiti ma proprio la consapevolezza dei suoi limiti – che sarebbero insuperabili per molti – lo rende illimitato, infinito.

In teoria, Danilo, mancando di parola e con un corpo disubbidiente, dovrebbe essere condannato al silenzio e all’immobilità. Invece no: Danilo parla, scrive e recita.  La parola come logos, manifestazione dell’intelligenza, come parola umida e  secca , ha  bisogno di un corpo. Danilo insegna che questo può essere un dettaglio.

Danilo e Maria Stella, la sua traslatrice, che a lui dedica il suo tempo, hanno dimostrato che esiste un codice parallelo di messaggi. Ovviamente, questo codice ha una sua grammatica che a molti scettici può apparire talmente ermetica da far nascere il sospetto della dissimulazione.  Una cosa è certa, l’onda delle emozioni che suscita è travolgente come è indiscutibile il segno indelebile del suo seducente sguardo. 

 

P.C.