« L’informazione è una libertà o è un potere? »

Nell’ambito del Concorso Nazionale per gli studenti delle scuole secondarie di II grado ”Rileggiamo l’articolo 21”, patrocinato dal Senato della Repubblica, il 23 marzo nell’Aula Magna del Liceo “G. Lombardo Radice” di Catania, il prof. Roberto Zaccaria ha affrontato, in  quella che lui  ha definito una “chiacchierata”, questioni basilari relative alla nostra Costituzione e alla convivenza democratica dei cittadini. Nell’ambito della libertà di espressione e di pensiero, il prof. Zaccaria ha stabilito le interconnessioni tra diversi articoli della nostra Costituzione, in base a due assunti di partenza: le norme costituzionali non sono semplicemente scritte ma vivono e una norma vive nella relazione con tutte le altre norme. E così la rilettura dell’articolo 21 impone la lettura dell’articolo 15 (“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”) che garantisce la libertà nelle più moderne forme di comunicazione affermatesi con la rivoluzione informatica e digitale, e ancora dell’articolo 19 relativo alla libertà di fede religiosa, come libertà di espressione dell’individuo, limitata dall’articolo 18 (libertà di associazione) o ancora dell’articolo 33 che  garantisce la libertà di arte scienza e insegnamento. I pochi limiti alla libertà di espressione (buoncostume, tutela dell’onore, segreti privati e pubblici, diritto alla riservatezza), in conclusione, hanno indotto il prof. Zaccaria a lanciare all’attento uditorio una domanda:  « L’informazione è una libertà o è un potere? »

La Dirigente Scolastica, prof.ssa Pietrina Paladino, e le prof.sse G. Fisicaro e A. Lombardo, referenti per il Liceo “G. Lombardo Radice” del progetto che ha coinvolto 369 scuole di 86 province, dopo avere accolto e introdotto l’intervento del prof. Zaccaria, hanno dato spazio ad alcune domande dei ragazzi e infine hanno ringraziato il prof. Zaccaria per il suo illuminante intervento consegnandogli tra gli applausi una targa ricordo.

 

Catania, 23/03/2018

prof. Alberto Bertino