Il Liceo Lombardo Radice forma, motiva e propone l’uso consapevole e critico del mondo digitale, attraverso pratiche che rendono gli studenti e-citizens consapevoli, aggiornati e creativi.

 

Mondo classico e mondo digitale si incontrano in un liceo che ha molto da offrire quanto a straordinari maestri e ottimi studenti.

Qualche mese fa, il prof. A. Bertino comunica alla Dirigente, prof.ssa P. Paladino, che intende inviare una lettera per informare i genitori degli alunni di 1 LF che condurrà, in collaborazione con il M.E.D. (Associazione Italiana per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione) presso il Liceo “G. Lombardo Radice” di Catania, all’interno del Progetto Nazionale “Maree”, la sperimentazione del percorso mediaeducativo Racconto e mi racconto con il cellulare contenuto, come Percorso n. 4, all’interno del volume Media, Linguaggi, Creatività. Un curriculum di media education per la scuola secondaria, edito da Erickson nel 2013, destinato a una fascia d’età compresa tra gli 11 e i 16 anni.

Il D.s. approva e controfirma, i genitori accettano, gli alunni anche. E tutto ha inizio.

Dunque storytelling con lo smartphone, dalla condivisione di immagini alla restituzione di una storia attraverso diverse fasi: io e la mia conoscenza del cellulare; io e il cellulare; io, il cellulare e gli altri, realizzazione di timeline personali su smartphone e poi su computer; condivisione.

Mezzo di condivisione gruppo: “Condivisione 1LF” su Whatsapp.

Ciò che i ragazzi hanno raggiunto riguarda conoscenze (storia: del cellulare e degli eventi più importanti degli ultimi 15 anni legati alla loro biografia; italiano: scrittura e comunicazione orale di dati, fatti certi e inequivoci, con proprietà e terminologia; ME: consapevolezza degli usi adeguati e delle app più utili a raccontare/si), ma, soprattutto competenze.

Il fatto che abbiano parlato in pubblico con sicurezza, dimostra non solo che l’interrogazione non li spaventa più, ma che anzi si fidano dell’insegnante e dei compagni.

Ma il nostro docente non si ferma qui, e con gli alunni più grandi si spinge oltre. In 3 LF e in 4 LB ottiene la realizzazione di video sulla base di cinque categorie astratte, apparentemente neutre, fornite dal magister agli studenti con la consegna che le utilizzassero per esprimere il sé.

Il risultato è estremamente interessante: esplosione delle capacità espressive; intelligenza emotiva valorizzata; condivisione di esperienze culturali e emozionali; riuso di conoscenze, mescolate ad esperienze: tutto quello che la parola non dice è stato espresso. Esaltante! Ragazzi sempre emozionatissimi. Docente sorpreso dall’onda delle loro emozioni, che era rimasta compressa, repressa e, a scuola, troppo spesso, umiliata e irrisa, quando non considerata irrilevante o insignificante. Riscoperta dell’humanitas, dell’essenza e non della forma, attraverso una forma raffinatissima, curata nel dettaglio. Retorica delle immagini, metafore, metonimie, sineddochi, simboli, allegorie, anafore, antinomie…

E ci sono anche le scommesse, i concorsi nazionali che non si vincono ma ci avvincono. SkyTG24 per le scuole: nove studenti di 4 LB e tre di 3 LF realizzano Paura di cadere. Si tratta della costruzione di un servizio di tipo televisivo. Il gruppo lavora intensamente da dicembre a marzo. Si produce un’enorme quantità di interviste, per esempio, dopo contatti telefonici e di persona, dodici ragazzi e un professore si recano al CAMS e intervistano tutti o quasi.

“Non vi parliamo delle difficoltà tecniche incontrate, perché le abbiamo superate con l’ingegno e la capacità d’arrangiarsi italica”, chiosa il prof-regista.

 

“Si cominciava alle 14,30 e si finiva a tarda sera. C’era chi lavorava con me e chi studiava per le interrogazioni. Abbiamo lavorato anche di sabato e di domenica, e sono stato in costante contatto, sempre connesso, con  Alessandro, Alfio e Erika.”

Lavoro intensissimo di produzione e, specialmente, di postproduzione, dunque. Questo ha comportato la costruzione di un gruppo di lavoro estremamente coeso, collaborativo e disponibile, composto da tre/cinque persone a ruoli intercambiabili. Rapporti emotivamente forti, stima e fiducia reciproca. Tutto molto bello.

“I ragazzi erano convinti che avremmo vinto, perciò la delusione è stata cocente. Li ho consolati.” - afferma il professore Bertino - “ Hanno imparato a dominare la delusione e hanno riscoperto energie positive. Ora sono carichi, come se avessero vinto”.

Infine il colpo basso, quello che ti lascia senza fiato, il progetto che ha partecipato ad un seminario nazionale tenutosi il 24 maggio a Misilmeri: Il vecchio capitano.

Il progetto più intenso e più completo.

“L’idea ci è venuta” - ricorda il professore Bertino - “pochi giorni dopo i fatti di Parigi, orrore ed emozione per il Bataclan, per Valeria Solesin. I ragazzi erano stati accusati di insensibilità da parte di qualche docente. Gli ho proposto di fare un video, che fosse uno storytelling. Brainstorming. Messe a confronto diverse possibilità. Poi gli ho proposto di usare Valeria come voce narrante che si svela morta solo alla fine, con la sua foto mentre urla un pezzo hard rock”.

“Abbiamo raccolto la documentazione necessaria: biografia di Valeria, fidanzato, fratello, padre e madre; raccolta di testimonianze, articoli, foto audio dei fatti al Bataclan, elenco dei morti. Tutto riversato in una pagina Facebook segreta, Progetto Parigi. Immagini di guerra devastazioni, assalti morti, mare, tramonti, libri, biblioteche, Parigi, vascelli, gabbiani, fiori, bambini, favole”.

“Parigi per me significa, anche, Baudelaire. Dunque per la poesia di seconda I fiori del male. Tre alunne lo hanno letto per intero, altre solo alcuni testi. Ho discusso con le tre, poi ho selezionato i testi che ci sarebbero serviti per la nostra storia: parlano di canali, di viaggi, di tramonti di giacinto e d’oro, di portici, e del vecchio capitano: la morte”.

“Ho scritto il testo con loro mentre mi parlavano. L’ho scritto tre volte. L’ultima l’abbiamo considerato perfetto”.

“Il montaggio è stato effettuato rimanendo sordi e ciechi: per il processore e la scheda video inadeguati, il video s’inceppava, si bloccava, l’audio non si sentiva. Abbiamo montato a memoria, poi salvato, poi ascoltato, rilevati i difetti, corretto la copia di lavoro. Poi di nuovo salvato, ricorretto e salvato la terza e ultima volta. Il risultato ci ha commosso.”

L’aula magna era ammutolita.

Alberto Bertino inghiotte la commozione e racconta: “Non eravamo soddisfatti della musica da usare prima della rivelazione di Valeria con l’apparizione della sua foto. Un pomeriggio, andando verso casa di Alessandro, ho letto sullo zaino di Federica: Nirvana. Le ho chiesto se le piacciono. Lei mi ha detto di sì e di conoscerli bene. Le ho detto che sicuramente c’era un pezzo adatto a noi. Ci ha pensato un po’ e me ne ha proposti due o tre. Li abbiamo ascoltati e poi ne abbiamo scelto uno. Era quello giusto”.

Lavoro splendido, fortissime emozioni.

Ci spiace che ve lo siate perso ma il video sarà sul nostro sito e così potrete rimediare e partecipare ad una scuola che innova, crea competenze,coltiva conoscenze ed emoziona.

 

Il referente per i beni culturali

prof.ssa Marcella Labruna