Tra i mesi di marzo e maggio 2016 si è svolto il progetto P.O.F. “Mormorii diversi”. Incontri sulla poesia italiana del Novecento (referente prof.ssa Novella Primo), espressamente rivolto agli studenti delle classi quinte, ma esteso a tutti gli studenti del triennio interessati.

Questo percorso di approfondimento si è articolato in cinque seminari, dedicati ai seguenti poeti: Cesare Pavese, Pier Paolo Pasolini, Vittorio Sereni, Giorgio Caproni e infine Mario Luzi. I vari autori novecenteschi sono stati presentati e successivamente analizzati da docenti universitari e dottori di ricerca del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, invitati dalla scuola come esperti esterni. Si sono inoltre avvicendate nella lettura di alcune poesie le docenti dell’Istituto Giovanna Carnazza, Norma Giuca e Angela Maria Giuliano.

I cinque incontri sono stati a dir poco stupendi e si sono rivelati per noi un’autentica scoperta che ci ha permesso di comprendere come ogni letterato abbia un proprio universo interiore che riesce a trasmettere agli altri attraverso le parole, creando poesie meravigliose. Questo ciclo di conferenze ci ha fatto capire l'importanza dell'analisi testuale e di quanto sia fondamentale, nello studio della letteratura, non limitarsi a un approccio superficiale di un determinato autore, facendoci crescere la curiosità di leggere direttamente gli scritti dei poeti che ci sono stati presentati.

Non c'è stato un incontro che ci ha colpito più di altri, perché tutti si sono rivelati una scoperta: partendo dal primo, nel quale Antonio Sichera ha individuato alcune tematiche affrontate da Pavese a partire dall’analisi della poesia I mari del Sud, quali la volontà di scoprire il proprio "Io" (soprattutto in fase adolescenziale) confrontato con l’“Altro” che, soprattutto dopo lo studio di Walt Withman, è inteso non più come un nemico, ma come un compagno. 

Nella seconda conferenza Dario Stazzone ha analizzato un autore poliedrico quale Pier Paolo Pasolini: la centralità delle sue opere è stata inquadrata nel voler comunicare la sua tormentata ricerca della ‘parola’ che possa raggiungere l'interlocutore. Nei suoi scritti, troviamo spesso il pianto narcisistico della giovinezza e l’impegno sociale e civile.

Durante il terzo incontro, a cura di Pietro Russo, abbiamo affrontato il poeta Vittorio Sereni, occupandoci principalmente dell'influenza di Petrarca nelle sue opere e dell'Ermetismo (Montale e Ungaretti). Sereni non si può propriamente ritenere un petrarchista, ma nelle sue poesie vi è un dialogo ininterrotto tra lui e il poeta del Novecento che è apparso chiaramente da una serie di riscontri testuali.

Nella penultima relazione Giancarlo Russo ha presentato il poeta Giorgio Caproni, per il quale la realtà non è ciò che sembra, ma rimanda a qualcos’altro mentre la cattiva percezione del mondo esterno provoca finzione. Egli ha scelto di scrivere, pur dichiarando talvolta di non credere alla parola poetica, per costruire una realtà parallela, una dimensione immaginaria in cui rifugiarsi dovendoci scontrare con la prosaicità della vita quotidiana.

Nell'ultimo incontro lo scrittore Mario Luzi è stato introdotto da Mariagiovanna Italia. Egli è stato sicuramente influenzato da Dante, perché per il poeta - riconducibile all’Ermetismo fiorentino - il lavoro sul dolore è legato alla sospensione delle vicissitudini e può portare a una metamorfosi, intesa come un movimento a spirale che porta a un cambiamento, a una crescita in opposizione al dolore fine a se stesso. La relatrice ha però anche dimostrato come se è lecito parlare di un dantismo luziano, non per questo bisogna trascurare lo studio delle cospicue influenze di Petrarca nei canzonieri amorosi del poeta novecentesco.

Questo ciclo di incontri si è rivelato, come abbiamo già anticipato, per noi una sorpresa e un’occasione per confrontarci con studenti di altri classi, quasi tutti di quinto anno, e soprattutto dialogare con specialisti degli scrittori trattati. È stata per noi una piccola “rivoluzione” anche metodologica per poter comprendere a fondo le varie poetiche dei letterati presi in esame e i loro pensieri.

È un'esperienza che consigliamo a tutti di fare, perché apre a una nuova visione della poesia, che al giorno d'oggi rischia di svanire sempre più.

 

Miriam Taiani

Ketty Tulipano

(Classe III A, Liceo delle Scienze Umane – Istituto “G. Lombardo Radice” di Catania)