Non c’è futuro senza memoria

 

Non c’è futuro senza il nostro consapevole passaggio di testimone ai nostri figli del mondo che è stato, nei suoi splendori e nelle sue tragedie. Ad Auschwitz è stata trovata una pietra anonima, dove con un chiodo uno sconosciuto ha lasciato scritto "Chi mai saprà quello che mi è capitato qui?". Questa è la grande tragedia della Shoah: il rischio dell’amnesia, la banalizzazione della violenza, i grandi numeri così astratti e assurdi da diventare inenarrabili. Il modo migliore perché il Giorno della Memoria resti nel tempo, è di farlo vivere giorno per giorno. Farlo vivere facendo vivere nei bambini e nei ragazzi il piacere della comunità e il bello della differenza.

Ma questo non basta. Bisogna sapere di più. Penso che si debbano far parlare le fonti, i documenti, conoscere direttamente ciò che è stato. Soprattutto aiutare i ragazzi a capire che non si tratta di un film, né di un evento virtuale, ma di verità veramente accadute.

 

 

Dobbiamo, soprattutto, con loro e per loro, sforzarci di rispondere alle domande difficili: perché è successo, come si deve fare perché non accada più. Noi non dimenticheremo. Ma dobbiamo fare della memoria un passo per il domani. La scuola è, per eccellenza, il luogo nel quale la memoria si intreccia con il futuro possibile delle menti e dei cuori dei nostri ragazzi.

Devo dire che parlare della Shoah è meno facile di quanto si creda, è necessario che la scuola e noi genitori sappiano trovare i modi giusti, evitando parate e parole retoriche.

Questo è avvenuto presso il liceo Lombardo Radice di Catania, dove la Dirigente prof.ssa Concetta Mosca, i docenti, gli alunni e tutto il personale hanno celebrato il giorno della memoria con perfomances in aula magna e dibattiti in classe preceduti dallo studio delle fonti. Grazie ai ragazzi di “Buio in sala” e alle emozioni che hanno regalato.

 

Barbara Mirabella